Libro Grillo interviste

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Beppe Grillo
Te la do io l'Italia - Grillismo, istruzioni per l'uso
Copertina

Il Fatto Quotidiano Editore - EAN 9788898366019 - 2012 - Ebook 1€

https://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/30/te-la-do-io-italia-libro-beppe-grillo-grillismo/246285/

Beppe Grillo, il noto comico, attore e politico italiano, a partire dagli anni novanta si è dedicato prevalentemente agli spettacoli dal vivo, monologhi sull'attualità spesso di taglio ambientalista o legati all'economia. Nel 2009 con la collaborazione dell'imprenditore Gianroberto Casaleggio ha dato vita a un movimento politico, il Movimento 5 Stelle assumendone il ruolo di "garante" e capo politico. Nel 2013 viene indicato ufficialmente come capo politico del Movimento 5 Stelle, di cui e stato presidente fino al 2017. Poi sostituito da Luigi Di Maio.

Il volume (ora ebook) contiene le interviste condotte da vari giornalisti de «Il Fatto Quotidiano». Qui si riporta un brano dell'intervista del 23 maggio 2010 fatta a Grillo da Ferruccio Sansa:

Qualcuno la rimprovera di disfattismo, di parlare sempre male dell’Italia.
Guardi, sono arrivato a Oxford e ho scoperto che l’insegnante di letteratura inglese è una signora di Napoli. Una con delle palle esagonali. E poi architetti, scienziati, economisti. No, io non parlo male degli italiani, anzi, noi abbiamo una fantasia che gli altri si sognano. Noi abbiamo delle marce in più. Poi, però, i nostri ragazzi devono lasciare il Paese e non tornano più. Qui devi vivere con 2.000 euro al mese. Qui ti spegni come una fiamma senza ossigeno, mentre all’estero puoi fare quello per cui hai studiato e che hai sognato.

Perché in Italia no? Colpa di Berlusconi?
No, non diamo tutte le colpe a lui, troppo facile. È il Paese che è fallito. Abbiamo 100 miliardi di interessi per il debito pubblico, un terzo delle industrie chiuse. Qui viviamo di grandi opere e di cemento. L’economia sta su sulla sabbia impastata, come i castelli della spiaggia. Qui devi delinquere per sopravvivere, ma tanti italiani non se la sentono più.

Va bene, ma se lei fosse al governo che cosa farebbe?
Tante riforme: tanto per cominciare le leggi tre mesi prima di entrare in vigore devono andare su Internet, poi vogliamo referendum propositivi validi anche senza quorum. E ancora: via le Provincie, addio doppi incarichi. In economia via le stock option e introduzione di un tetto massimo e minimo per i salari di manager e operai. Ma devo continuare? Perché qui non si finisce più, riforma della scuola, obbligo per tutti di studiare la Costituzione. Basta così. Ma cambiare adesso, con la crisi, non è poi così facile. E invece è proprio questa la grande occasione, il fallimento dell’economia che ci permette di riscrivere le regole.